Sullo sviluppo della televisione su internet sono usciti numerosi articoli
ecco qui di seguito alcuni di questi da leggere e da meditare,
per potere ancora di più comprendere il grande sviluppo e cambiamento a cui andiamo incontro
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Ultimi dati
Lo Studio Media Italia, ha fornito le stime dell’andamento della raccolta pubblicitaria a fine 2009, Media Italia, quando la televisione presenterà un -15%, i quotidiani -24%, i periodici -22%, la radio -8/9%, le affissioni -20%, il cinema -5%; in crescita (sostanziosa) solo internet, a +10%. Per il 2010 l'agenzia prevede una generale ripresa tra l’1 e il 2%, con l'eccezione del web che crescerà di un ulteriore 10%.
Internet in Italia
I dati sul numero di “utenti” dell’internet, in tutto il mondo, sono imprecisi, poco attendibili e spesso esagerati. Ma sembra credibile che il numero di persone online in Italia si possa collocare (secondo diversi criteri di frequenza d’uso) fra i 17 e i 21 milioni. Con una tendenza a crescere che da parecchi anni, e in particolare dal 1998, è continua nel tempo
La web tv e il digitale terrestre
Il digitale terrestre, ovvero la rappresentazione in digitale delle trasmissioni televisive, è da sempre visto con occhio critico dai maggiori esperti del settore, soprattutto quelli stranieri. La semplice motivazione è che si tratta di una tecnologia ormai vecchia, che sarà presto soppiantata dalla possibilità di connettere il proprio apparecchio televisivo direttamente alla rete Internet. Secondo quanto riportato in un servizio apparso sul Wall Street Journal, le maggiori società nel campo delle telecomunicazioni, sono impegnati nel trasformale il classico televisore in una vera e propria centrale di elaborazione delle informazioni. Un dispositivo, equipaggiato di apposito processore, per la navigazione attraverso Internet. Secondo le previsioni della iSuppli, nota società di ricerca, nei prossimi 4 anni saranno circa 90 milioni i televisori in grado di interagire con Internet, conquistando così circa il 40% del mercato. Il colosso nipponico Sony, seguito da Samsung e Yahoo sono i maggiori nomi delle aziende che stanno studiando, con minuziosa attenzione, i dettagli sulla prossima nuova tecnologia. Molti ancora i dubbi relativi alla tipologia di software da installare. Secondo Adobe, ad esempio, l’applicazione fondamentale per la navigazione in Internet dovrebbe essere del tutto diversa dagli attuali browser. Parere contrario quello della Personal Web System, convinta delle potenzialità degli attuali software per la navigazione.
Microsoft: Italia Giugno 2010 Internet supererà definitivamente la tv
Microsoft ha pubblicato un rapporto secondo il quale Internet in Italia , nei prossimi mesi, è destinato a superare la televisione come media più utilizzato. Secondo la casa americana, nella seconda metà del 2010 gli utenti trascorreranno una media di 14,2 ore alla settimana davanti al computer per navigare sul Web, contro le 11,5 ore trascorse davanti alla televisione. Il merito è da attribuire alla crescente diffusione della banda larga che ha introdotto il concetto di connessione diretta e sempre disponibile. Inoltre Internet si è slegato dal Pc, visto che negli ultimi anni sono cresciuti notevolmente i dispositivi grazie ai quali è facile collegarsi alla Rete: cellulari, smartphone, console e gli stessi televisori. Dalla ricerca emergono altri dati interessanti relativi al 2008. Nel corso dell’anno, il tempo medio trascorso sul Web da un utente è stato di nove ore alla settimana, con un incremento di ben il 27% rispetto allo stesso periodo di tempo nel 2004. Al momento il 95% delle connessioni arrivano ancora dal computer ma la percentuale è destinata ad abbassarsi a vantaggio soprattutto dei dispositivi mobili. Queste cifre, è la prima importante precisazione, non significano un calo dell'interesse nei confronti dei programmi televisivi o del mezzo televisivo, ma sono piuttosto sintomatici di un radicale cambiamento delle modalità attraverso le quali gli utenti accedono all'esperienza dei contenuti Tv. In altri termini, il pc è destinato a diventare lo strumento attraverso il quale gli utenti accedono sia ai contenuti trasmessi in banda larga, sia a quelli più prettamente televisivi, sia live, sia registrati. Il punto cruciale di questa analisi, tuttavia, è che è in atto una revisione totale di quanto noi intendiamo per televisione, che dunque si estende a quell'insieme di contenuti audio e video che possono essere fruibili ovunque. Si va dunque affermando il paradigma dei tre schermi (tv, pc e dispositivo mobile), destinati a diventare una sorta di "companion" permante e sempre più integrato.
Elezioni americane : anche McCaincome Obama ha puntatosulla tv su internet
La corsa alla Casa Bianca si è affidata anche ai nuovi media e, dopo i riscontri positivi ottenuti da Barack Obama su internet, anche John McCain aveva deciso di presidiare la zona web attraverso tv interattiva.
Il candidato repubblicano prima delle elezioni, ha trovato un'intesa con JD Project per sfruttare il suo formato Tv2, che si è recentemente aggiudicato un Emmy Award.
“I consumatori si stanno orientando verso internet per la fruizione di video e sono convinto il potenziale di una soluzione come Tv2 sia molto alto”, ha spiegato Mike Walker, senior brand manager di McCain. Tv2 è un formato video che permette agli utenti di interagire con la fonte che mette online il video durante la riproduzione dello stesso.
Lo sport e la web tv
Se lo sport non andrà incontro alle esigenze delle nuove generazioni si troverà con entrate in caduta e diritti televisivi non più in grado di sostenere le attività odierne. Le Olimpiadi devono dunque pensare anche ad Internet ed alla tv on line. Parola di Martin Sorrell
Il mondo dello sport si regge in gran parte sui diritti televisivi: lo strumento che porta lo spettacolo nelle case restituisce allo sport ingenti capitali che ai massimi livelli vengono investiti per promuovere la cultura sportiva, gestire gli eventi e far crescere il movimento. In un'era in cui la televisione sta perdendo il proprio ruolo egemone, però, anche chi vive dei proventi dei diritti ha la necessità di ripensare alle proprie fonti di sostentamento. Per questo motivo il Comitato Olimpico Internazionale ha ospitatoMartin Sorrell, CEO WPP Group, al fine di comprendere quale direzione debba prendere il Comitato in questa fase di transizione. «Se loro vanno online, voi andate online». Il punto di vista di Sorrell è semplice, ma incipit di una rivoluzione. Il suggerimento, infatti, è quello di prendere la strada della rete perché i numeri ormai confermano la bontà di questa scelta. 1.4 miliardi di utenti sono online e 4 miliardi hanno un telefono mobile. L'utenza, di fronte a cotanta offerta, non è più soddisfatta della semplice fruizione televisiva: vuole interagire, vuole collaborare, vuole commentare. Se non si offre all'utenza la piattaforma giusta, quindi, si rischia di perdere una vasta fetta di mercato soprattutto tra i più giovani, quelli maggiormente avvezzi alla nuova cultura ed all'uso dei nuovi media.
Sorrell ha rimarcato anche il fatto che proprio l'utenza del Web sia quella più preziosa poiché quella che spende di più. La scelta è pertanto quasi obbligata: il CIO dovrà mettere a disposizione i propri contenuti ed i propri asset esattamente nel modo in cui l'utenza li vuole avere. La Rete è in tal senso il canale privilegiato del futuro e non a caso il medesimo problema è già stato velatamente sollevato anche in relazione ai diritti televisivi nel mondo del Calcio. Ma è proprio il Calcio, lo sport che più di ogni altro prospera grazie ai diritti televisivi, ad esprimere le prime avanguardie. La sfida Ucraina-Inghilterra, infatti, verrà nei prossimi giorni trasmessa con esclusiva per il Web: il sito ukrainevengland.com trasmetterà l'incontro con costo di accesso pari a 6 euro.
«La rivoluzione digitale ha già cambiato l'orizzonte dei media e il modo in cui lo sport viene consumato non sarà mai più lo stesso. [...] Date loro i contenuti nel formato che preferiscono, corto e rapido, personalizzabile e facile da condividere. Non negate loro questa possibilità e non archiviate la come troppo complessa». Sorrell non vede alternative: se non si abbracceranno le nuove tecnologie (tanto nella sostanza, quanto nella forma) lo sport dovrà accettare una riduzione delle entrate e ridimensionarsi per diretta conseguenza. Tutto ciò perchè si sarà negata una opportunità ad una precisa fetta del mercato: «Dobbiamo assicurarci che la generazione degli iPod sia sintonizzata, non tagliata fuori».
Tv regina ancora per poco indiscussa, ma già la si guarda sul Pc
Uno studio realizzato da Accenture in 8 Paesi, tra i quali l'Italia, mette in luce come i consumatori siano sempre più selettivi nella scelta dei programmi
Secondo un'indagine condotta da Accenture in otto paesi del mondo ((Francia, Germania, Italia, Spagna, Inghilterra, Stati Uniti, Brasile e Messico) e che ha coinvolto circa 7.000 consumatori, la televisione si conferma saldamente lo strumento di comunicazione di massa più importante. Questi numeri parlano da soli: il 97% degli intervistati vede la televisione almeno una volta a settimana, di questi il 70 % guarda quattro o più programmi televisivi alla settimana, mentre il 71 % guarda i programmi trasmessi da quattro o più canali televisivi. La visione di più canali dimostra che i consumatori scelgono in base al programma più che al canale Tv. Crescono i mezzi alternativi Benché ancora per ora regina indiscussa, la Tv intesa nel senso classico è sempre più affiancata da mezzi di trasmissione alternativi. In media negli otto paesi oggetto di indagine un adulto su tre accede ai programmi utilizzando una modalità diversa dalla Tv tradizionale. La percentuale è più alta in Italia (41%), seguita da Francia (36%) e Spagna (35%). L'indagine Accenture ci dice anche quali contenuti i consumatori preferiscono vedere sui vari strumenti a disposizione. Il 27% vorrebbe poter guardare episodi televisivi completi sul proprio Pc, un altro 27% vorrebbe ricevere informazioni di pubblica utilità sul proprio cellulare; il 26 % vorrebbe guardare i nuovi contenuti normalmente non trasmessi in televisionecome ad esempio il turismo e il 25 % contenuti generati dagli utenti stessi. Quasi la metà (46%) dei consumatori, inoltre, preferisce guardare sport e notizie “live” e, sempre a proposito di Tv live, gli spot suscitano di gran lunga la maggior parte delle lamentele (64%).
Giovani più selettivi Secondo lo studio sono gli utenti sotto i 35 anni a mostrare i segnali più evidenti dei nuovi orientamenti: preferiscono i contenuti on demand e si dichiarano disposti a scaricare i programmi a pagamento, nel 50% dei casi preferendo versare una quota mensile per scaricare senza limiti. I risultati confermano come i consumatori hanno oggi più potere e controllo sulla scelta dei programmi, su quando e con quali strumenti guardarli: nel moderno ambiente digitale, la definizione stessa di Tv è sempre meno chiara.
Internet e Canale Europa sui cellulari
A completamento della diffusione di internet sui telefonini e quindi della possibilità di vedere la televisone via internet anche in modalità mobile ecco un ‘interessante indagine
Con internet ci si diverte e si comunica
Un'indagine commissionata dall'azienda di telecomunicazioni Juniper Networks e condotta su un campione di 5.000 utenti della banda larga in Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito nel mese di aprile 2009, mostra che i consumatori preferiscono sempre di più internet ai metodi tradizionali di intrattenimento, informazione e comunicazione.
I social network e le tv online minacciano infatti di sostituire la cara, vecchia televisione e il telefono di casa: per il 24,8% degli intervistati, di cui il 23,7% in Italia, i siti sociali sono uno dei canali preferenziali per rimanere in contatto con amici e familiari e ben il 37,5% (il 33,5% nel nostro Paese) ritiene che questi servizi siano destinati a diventare sempre più importanti nella nostra vita quotidiana. I mezzi di comunicazione tradizionali avranno invece vita breve: per il 49,8% del campione analizzato e per il 41,7% degli intervistati italiani, il servizio di telefonia fissa non sarebbe più così indispensabile, anzi sarebbe destinato a scomparire.
Il 61,3% (il 58,9% in Italia) degli utenti ritiene che la tv online guadagnerà sempre più importanza, mentre il 35,6% pensa che la televisione tradizionale sarà sempre meno rilevante in futuro.
Analizzando lo scenario disegnato da questo sondaggio, i service provider devono inevitabilmente affidarsi alle capacità di intelligence di una infrastruttura di rete ad alte prestazioni ha commentato Paul Gainham, direttore del service provider marketing emea di Juniper Networks.
Cinque anni di rapida crescita
Studio 2004 Studio 2009 Crescita Uso settimanale di Internet 47%60%+28% Uso giornaliero di Internet 47%59%+25% Uso di Internet nel fine settimana 39%51%+31% Giorni trascorsi online ogni settimana (media)4,95,6+14%Tempo trascorso online ogni settimana8,8 ore12,0 ore+ 36%Proporzione online ogni giorno40%55%+38%Proporzione di utenti Internet assidui17%28%+65%Tassi di diffusione della banda larga56%80%+43%
E-commerce
Studio 2004 Studio 2009 Crescita Tasso di conversione da ricerca online ad acquisto 50%87%+74% Ricercato online 80%97% Acquistato online 40%84%+110% Ricercato online, acquistato offline 57%85% +49%
La ricerca è stata gestita da SPA e condotta da Synovate. Synovate è membro di Aegis Group.
Lo studio ha comportato 9.095 interviste in totale con 6000 interviste CATI nel Regno Unito, in Francia, Spagna, Italia, Germania, Belgio e Paesi Bassi, in aggiunta a 3000 interviste online in Scandinavia unitamente a 3000 interviste utilizzando uno studio di Omnibus.
Le interviste sono state condotte nel mese di settembre 2008
Il Web rende più della TV
Roma - Secondo quanto riferito da Bloomberg i produttori di contenuti televisivi potrebbero trarre maggiori proventi scegliendo il Web, e non la televisione, come strumento di diffusione per film o serie TV. Citando come esempio I Simpson e ma anche altre sono così appare infatti che l'audience dello stesso prodotto sia maggiore su piattaforme web tv on demand, che vede tra i suoi investitori nomi eccellenti quali News Corp e Walt Disney, piuttosto che sui canali televisivi tradizionali. Ciò sarebbe dimostrato dalle cifre che sono disposti a pagare gli inserzionisti: si parla di qualcosa come 60 dollari ogni mille visualizzazioni. Un episodio dei Simpson produce infatti guadagni tre volte superiori per ogni spettatore che lo vede sulla Rete piuttosto che in TV.
A conferma di questo trend è intervenuto anche da David Poltrack di CBS, che ha tra le sue produzioni proprio C.S.I.: "Chi investe soldi in questo tipo di advertising - spiega - è ben consapevole che chi guarda un programma attraverso il computer lo fa di proposito, senza distrazioni e assorbendo appieno il messaggio pubblicitario". venerdì 26 giugno 2009
Pubblicità: Internet è meglio della Tv
Internet è meglio della televisione, come mezzo per farsi conoscere e fare pubblicità ai propri prodotti, almeno così è già in Gran Bretagna ma prestissimo lo sarà in tutta Europa.
Lo sostiene lo IAB (Internet Advertising Bureau, i professionisti della pubblicità on line), citando i dati di un sondaggio della Pricewaterhouse Coopers, che certifica così una svolta epocale: per la prima volta in un'economia moderna, la televisione deve cedere il trono di pubblicitaria per eccellenza.
Secondo lo IAB, le spese per advertising sul web nel secondo semestre dell'anno sono cresciute del 4,6% a 1,75 miliardi di sterline, (circa 19,4 mlilardi di Euro) pari al 23,5% del mercato, mentre quelle sulla TV sono diminuite del 17% e la loro quota e' ora del 21,9%. Per gli esperti dello IAB, tale risultato "Riflette un riposizionamento importante dei budget di marketing", attratto dai vantaggi della rete che consente di misurare in modo certo l'audience e il seguito.
Il web prima fonte delle news
Per l'82% degli internauti il web è la più importante fonte di news, seguito dalla televisione (63%), dal cellulare (48%), dalla radio (48%) e dai quotidiani (36%). Questi i risultati dellindagine commissionata dall'Ordine dei Giornalisti della Lombardia ad Astra ricerche e presentata in occasione del convegno sul Futuro del giornalismo che si è tenuto all'Università Statale di Milano.
Per il 52% del campione l'uso di web e cellulari non ha ridotto la fruizione dei media tradizionali. Ad essere più penalizzati sono i quotidiani, seguiti dai periodici e dalla televisione. La radio è invece il mezzo di informazione meno colpito dalle news sul web. L'uso di internet e del cellulare è comunque in aumento: il 65% degli intervistati dalla ricerca afferma di utilizzare questi strumenti più di un anno fa.
Infine il 21% di chi usa internet si dichiara favorevole a pagare per avere news sul web, una platea stimata dalla ricerca in 3,1 milioni di persone.
I naviganti invecchiano. Altro dato interessante emerso dalla ricerca è che a navigare in rete non sono più principalmente i ragazzi, anzi. In Italia il 53% di chi va su internet ha fra i 35 e i 55 anni. Secondo lo studio il 47% dei navigatori ha fra 14 e 34 anni, il 29% fra i 35 e i 44 anni e il 24% fra i 45 e i 55 anni. Altro dato riguarda il titolo di studio: chi naviga ha una cultura più alta della media: il 59% infatti è diplomato e il 32% laureato. Ormai internet - ha osservato il presidente di Astra, Enrico Finzi - è un mondo adulto.